"L'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo può ricevere in dono."
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martedì 26 agosto 2008

Anche gli animali si emozionano come gli uomini

Anche gli animali si emozionano come gli uomini

SE potessero parlare ci direbbero "Mi fai male", "Sono triste", "Sono felice di vederti". Etologi e neurobiologi ne sono sempre più convinti: per quanto riguarda le emozioni l'unica cosa che differenzia animali e uomini è il modo in cui si esprimono. Agli animali mancano gli organi adatti per articolare il linguaggio e quindi per comunicare quel che provano, ma poiché possiedono vista, tatto, attività cerebrale e una buona porzione del Dna simili o, in alcuni casi, quasi uguali ai nostri, a scimmie, cani, corvi, polpi e perfino tartarughe e pesci è giusto attribuire la capacità di amare, soffrire, gioire.

Il dibattito è annoso, ma si è riacceso lo scorso 21 agosto, quando un gorilla di tre mesi, affetto da un difetto cardiaco congenito, è morto nello zoo di Münster, in Germania. Davanti ai visitatori commossi fino alle lacrime, la mamma di Claudio ha cullato e stretto al seno il cadavere per giorni, cercando disperatamente di rianimarlo. Il comportamento della gorilla Gana è stato commentato sui giornali e molti lettori hanno mandato le loro condoglianze all'animale. Di fronte a tanta empatia alcuni scienziati hanno ribadito che è un errore proiettare sugli animali sentimenti che sono solo umani. La risposta di zoologi, etologi e neurobiologi, e soprattutto dell'ultima branca dell'etologia, la neuroetologia, è stata unanime: che gli animali provino emozioni è sotto gli occhi di tutti, ma è ancora difficile provarlo scientificamente.

La valutazione scientifica delle emozioni, argomentano i sostenitori dell'uguaglianza tra uomini e animali, è molto difficile anche per gli esseri umani, quindi perché stupirsi se non si riesce a stabilire quanto dolore prova un cane sottoposto a un intervento chirurgico, cosa sente un elefante quando riconosce il vecchio compagno di zoo, o quanto è depresso un maialino che viene allontanato prematuramente dalla madre. A dirci che i mammiferi e gli uccelli possono sentire le emozioni come noi è il loro cervello, sostengono i neuroetologi, che possiede come il nostro il sistema limbico. Quest'area contiene un insieme di strutture cerebrali che sovrintendono a varie funzioni quali le emozioni, il comportamento e la memoria a lungo termine.

Chi ha un animale da compagnia obietta che non ha bisogno di conoscere la struttura cerebrale per definire vergogna quella che osserva nel suo gatto, quando l'animale non riesce ad agguantare una preda e, caduto rovinosamente, si lecca distrattamente una zampa per far finta di niente. Lo psicologo prestato all'etologia Jeffrey Moussaief Masson ha scritto tomi riportando osservazioni ed esperimenti sulle emozioni animali, fino ad affermare che un coniglio è capace di mostrare riconoscenza al gatto che lo ha salvato da un'aggressione.

Le taccole intelligenti di Lorenz sono un caposaldo nella storia dell'etologia, ma ultimamente gli studiosi hanno accertato che i corvi sono in grado di divertirsi e che percepiscono la tristezza umana manifestando solidarietà. Le emozioni non sarebbero appannaggio solo di mammiferi e uccelli: l'intelligenza dei polpi è accertata, in più questi molluschi cambiano colore non solo per mimetizzarsi ma, secondo gli scienziati, per esprimere sentimenti quali la rabbia e la gioia. Perfino i pesci rossi e le tartarughe sarebbero in grado di provare emozioni, come mostrano le loro differenti personalità e capacità di adattamento alle situazioni. Se c'è tanta resistenza ad accettare le capacità emotive degli animali dipende dal modo in cui continuiamo a servirci di loro. Ammettere che soffrono quanto noi significa smettere di ucciderli, maltrattarli, rinchiuderli, smettere, in sostanza, di considerarli inferiori a noi.

Fonte: http://www.repubblica.it/

giovedì 24 luglio 2008

DOV'E' LA GIUSTIZIA?




Petizione Per Sebastiano
http://www.firmiamo.it/sebastianomortemisteriosa


SEBASTIANO MASSACRATO CHIEDE GIUSTIZIA


Nell'agosto del 2006 la barbara uccisone di Sebastiano, cane amico di tutti, massacrato di botte durante la cattura da parte della ASL.

http://www.zampette.it/sebastiano/sebastiano_foto.htm
storia completa. http://cimitero.zampette.it/pagina/03/sebastiano.htm La tomba.

ogni informazione anche http://randagismo.info/associazioni/ASL

Per quello ripresentiamo la stessa petizione, in onore di chi si è sempre occupato nel modo in cui prevede la legge di questa vicenda, perché non ci stati i riscontri che la legge ha promesso, dov'è la giustizia ci dite di denunciare e adesso, quanto vi dovete vergognare per non aver assolto il vostro dovere, e il vostro giuramento era vero? perché questa sarà la rivolta che darà giustizia a Sebastiano:
CHIEDIAMO GIUSTIZIA PER SEBASTIANO ED UNA NUOVA GESTIONE DEL RANDAGISMO

I sottoscritti, a seguito dell'episodio della barbara uccisione del cane Sebastiano, seppur confidenti nella Giustizia e in attesa del corso di quest'ultima, chiedono agli Enti preposti che vigilino e prendano tutti i provvedimenti necessari affinché mai più possano essere perpetrate azioni crudeli e illegittime contro i randagi.
Da molti anni si susseguono episodi ingiustificati e ingiustificabili di soppressioni, sparizioni di randagi, atti cruenti e tutti aventi come protagonisti personale ASL del Servizio Veterinario di L'Aquila, episodi rimasti impuniti e che quindi portano un contributo decisamente negativo all'immagine di Enti e Istituzioni abruzzesi.

Chiediamo che il problema del randagismo venga affrontato non in modo "punitivo", come fosse una crociata contro i randagi, ma con sterilizzazioni, con una corretta informazione dei cittadini a riguardo dei cani di quartiere e dei randagi in generale - finora criminalizzati - e che tutto questo avvenga nel rispetto di leggi, regolamenti, codici deontologici, e sopratutto con una maggior collaborazione con le Associazioni.



Firmate la petizione
http://www.firmiamo.it/sebastianomortemisteriosa
per combattere l'assoluzione ingiusta



Che bravi che cattura……………………………………………..

«Assolti perché il fatto non costituisce reato».

È la sentenza pronunciata nel tardo pomeriggio di ieri dal giudice unico del Tribunale che ha messo fine alla vicenda giudiziaria di "Sebastiano", un incrocio di pastore abruzzese maschio di giovane età, morto (secondo l'accusa) dopo una serie di maltrattamenti.
Sotto inchiesta per la vicenda che aveva fatto infuriare le associazioni animaliste erano finiti in tre: Saverio Flamini (dirigente veterinario della Asl), Paolo Alessandri (ausiliario in servizio alla stessa Asl) e una terza persona anche lui ausiliario, morto lo scorso anno.
Per i tre imputati (assistiti dagli avvocati Ulderico Persichetti e Ernesto e Massimiliano Venta) il giudice Giuseppe Romano Gargarella ha sentenziato con l'assoluzione.
Il via all'inchiesta era stata data da Cristina Graziani, del gruppo regionale dei Verdi, veterinario, testimone dell'episodio. La Graziani aveva rinvenuto il cane (prelevato in ottima salute) in una pozza di sangue all'interno della cella frigorifera del servizio Veterinario della Asl, dopo la cattura dell'animale avvenuto in via dei Giardini a pochi passi dalla sede dell'Inps.

giovedì 29 maggio 2008

ma come si fa? ORRORE A FERMO

DAL CORRIERE ADRIATICO DEL 29 MAGGIO 2008

Momenti di tensione a CapodarcoL’uomo aveva già qualche tempo prima aggredito il padreLa polizia lo disarma e lo fa ricoverare all’ospedale
Dopo una lite furibonda con la madre un operaio fermano sfoga la sua rabbia sulla bestiola
In preda all’alcol uccide il cane a coltellate


FERMO - “Se esci di casa ammazzo il cane!”. La donna davanti alle ripetute minacce del figlio stavolta non ci pensa un attimo e fugge fuori. A farne le spese però a questo punto è stata la povera bestia. S.A, 33 anni, operaio calzaturiero a Monte Urano, residente a Capodarco, si è avventato sul cane e lo ha ucciso con un grosso coltello da cucina.

E’ questo il drammatico epilogo di una difficile convivenza familiare che è sfociata l’altro ieri in una furibonda lite, pare l’ennesima. L’uomo con gravi problemi per l’assunzione di alcol e già noto per alcuni precedenti alle forze dell’ordine è stato denunciato dagli agenti del commissariato di Fermo e quindi condotto in ospedale dove è stato posto sotto la stretta sorveglianze dei sanitari. Diverse le accuse: maltrattamenti, minacce aggravate, lesioni personali al padre, uccisione del cane. Quest’ultima contestazione in particolar modo è riferita ad un reato le cui sanzioni sono state in particolar modo inasprite negli ultimi anni prevedendo anche per i responsabili la pena del carcere.

Tutto nasce da una lunga storia di disagio che da tempo stava mettendo a dura prova la famiglia di Capodarco. Padre, madre e due figli. Uno di loro, appunto quello di 33 di anni, con gravi e pesanti problemi di alcol. Un vortice di violenza. Vittime i familiari.

Maltrattamenti, minacce, lesioni nei confronti del padre, aggredito in precedenti frangenti, fino alla violenta lite scoppiata nel pomeriggio di lunedì scorso che ha per un attimo rotto la proverbiale tranquillità della frazione fermana.

Secondo quanto ricostruito dal personale della volante della polizia di Fermo accorsa sul posto S.A. dopo ripetuti maltrattamenti stava litigando violentemente con la madre. Un confronto ripetuto, giornaliero, dovuto alla difficile convivenza che sfocia nell’esasperata lite.

A mano a mano che i minuti passano la discussione si fa sempre più accesa e violenta. Probabilmente sotto gli effetti dell’alcol l’uomo comincia a diventare sempre di più pericoloso. La mamma avverte che la cosa sta degenerando e cerca di mettersi al sicuro. S.A. non ne vuole saper di calmarsi e prende un grosso coltello da cucina, lungo, con la punta, bene affilato, di quelli che solitamente vengono usati per tagliare grossi pezzi di carne o il pane, e minaccia la madre che tenta di uscire forse per chiedere aiuto.

“Se esci di casa - le dice - ammazzo il cane”. La donna è terrorizzata, fugge. Esce dall’ abitazione ma sente i latrati dell’animale. S.A. ormai in preda ad un forte stato di alterazione con il grosso coltello da cucina in mano si è avventato sul cane e su di lui sfoga tutta la sua rabbia uccidendolo all’istante.

Nel frattempo qualcuno aveva pensato bene a dare l’allarme alla polizia.

All’equipaggio di una volante il difficile e delicato compito di riportare alla calma l’uomo e renderlo innocuo privandolo del grosso coltello.

Sotto i loro occhi si è parata una scena di estrema violenza in cui, per caso o per fortuna, non ne hanno dovuto pagare le pesanti conseguenze i familiari dell’uomo ma solo la povera e innocente bestiola.

S.A. è stato quindi denunciato e nel frattempo condotto in ospedale, al Murri di Fermo, dove gli sono state prestate le prime cure in attesa che venga affidato a personale sanitario specializzato probabilmente per affrontare un percorso di disintossicazione.

Nel frattempo la legge continuerà il suo corso nei confronti dell’uomo che deve rispondere di diversi e pesanti reati.
ROBERTO ROTILI,

domenica 6 gennaio 2008

il miracolo del 2008 l'ha portato la Befana! LUKY ADOTTATO!!!!!!!!!

è con immenso piacere e gioia che annuncio a tutti l'avvenuta adozione di Luky.
E' stato affidato ad una numerosa famiglia a due e quattro zampe nella zona di S. Benedetto del Tronto, si tratta di persone esperte che hanno edciso di dare una chance a Luky, un'adozione andata a buon fine e supervisionata da persone molto esperte!

Siamo molto felici per lui e speriamo che persone così aumentino sempre più!

FORZA LUKY!!!

mercoledì 2 gennaio 2008

il miracolo del 2008: SALVIAMO LAKY


ricevo e giro il messaggio di Alice dell'Associazione L'amico fedele di San Benedetto del Tronto. contatti@lamicofedele.it 329/5637947

CARI AMICI QUESTA CHE VI STO PER DESCRIVERE NON E' UNA STORIA BELLA, PURTROPPO. LAKY, MOLTI LO CONOSCO COME "IL CANE DEL PAESE ALTO", MOLTI LO HANNO AMATO, MOLTI LO HANNO ODIATO, ABBIAMO CERCATO DI FARLO CANE DI QUARTIERE, MA ALLA FINE ABBIAMO DESISTITO PERCHE' ERA PROPRIO IL QUARTIERE, IL SUO QUARTIERE CHE LUI AMAVA, MA CHE LO RIFIUTAVA!

E COSì E' FINITO AL CANILE DI SAN BENEDETTO PER IL PRIMO PERIODO DI "QUARANTENA". NON ERA IL TOP PER LUI, DALLA LIBERTA' ALLA GALERA VOI CHE
NE DIRESTE?
PERO' TUTTO SOMMATO, CI SI ERA ADATTATO: AVEVA CHI LO ANDAVA A TROVARE, UN'AMBIENTE TRANQUILLO: SI TRANQUILLO, PERCHE' LAKY, IL CANE C.D. "CATTIVO" AVEVA PAURA ANCHE DEL MINIMO RUMORE, CHISSA' QUELLO CHE "CHI LO ODIAVA" GLI AVEVA FATTO SUBIRE...

ANNUNCI SU ANNUNCI, ARTICOLI DI GIORNALE, NESSUNO SI E' FATTO AVANTI PER UN'ADOZIONE E ALLA FINE IL SUO DESTINO E' STATO IL CANILE DI MORROVALLE.
SIAMO ANDATI A TROVARLO OGGI E NON E' ASSOLUTAMENTE IN BUONE CONDIZIONI. NON ESCE DALLA CUCCIA - ADDIRITTURA CI FA'PURE LA PIPI' DENTRO , MANGIA POCHISSIMO: INSOMMA E' IN UNA SITUAZIONE DI STRESS TOTALE TALE DA INFONDERE IN NOI IL SOSPETTO CHE SI STIA LASCIANDO MORIRE!

E' TERRORIZZATO: TUTTI QUESTI CAMBIAMENTI, IL FATTO CHE ORA STA AL CHIUSO IN UN CAPANNONE DOVE RINTUONA TUTTO E GLI ABBAI SEMBRANO BOMBE LO STA
SEMPRE PIU' TRAUMATIZZANDO! ABBIAMO CHIESTO AI GESTORI DI METTERLO IN UN BOX ALL'APERTO, INSOMMA PER "SALVARE IL SALVABILE", CI HANNO DETTO CHE LO FARANNO, MA - AMICI - LA SOLUZIONE NON E' QUESTA.

LAKY HA BISOGNO DI UNA PERSONA CHE GLI DEDICHI DEL TEMPO PER RIABILITARLO.
LAKY NON E' CATTIVO, E' SOLO UN CANE CHE HA SUBITO TANTI, TROPPI TRAUMI:DALLA MORTE DEL PROPRIETARIO, ALL'ABBANDONO DA PARTE DELLA FAMIGLIE DEL PROPRIETARIO, ALLA CATTIVITA' ED ORA I RUMORI, GENTE NUOVA: PER LUI E' TROPPO!

AMICI, AIUTATECI: SALVIAMO LAKY!

CANIAMICI SOSTERRA' CHIUNQUE VOLESSE ADOTTARE LAKY FORNENDO UN SUPPORTO EDUCATIVO E AIUTANDO IL FUTURO PROPRIETARIO NELLA GESTIONE E RISOCIALIZZAZIONE DI LAKY A TITOLO GRATUITO.

mercoledì 10 ottobre 2007

un aiuto per Wendy e le sue creature

Non avrei mai potuto lontanamente immaginare di essere costretta a vendere la casa di quelli che avrebbero dovuto essere i miei sogni futuri e definitivi. Ma ora, soa, per poter sopravvivere e , soprattutto far continuare a vivere le mie creature, onde evitare una drastica decisione, sono costretta a farlo, con sommo e straziante dolore ed anche con urgenza. Fino ad oggi “randagia tra i randagi”.

Per cui pregherei di far girare codesta pagina il più possibile, anche nei forum e se qualcuno ha un sito se può inserirvi un link. Senza essere drammatica questione di vita o di morte e lo ammetto a dispetto di orgoglio e dignità. Grazie

http://www.covoprieca.com/vendesi%20casa/vendesicasa.html

Grazie a tutti ciao bacioni Wendy